Quattro errori da evitare quando si cerca lavoro

Quattro errori da evitare quando si cerca lavoro

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Quando usciamo per una serata tra amici o abbiamo un appuntamento con una persona che c’interessa, attiviamo una serie di comportamenti e attenzioni, che hanno un unico obiettivo: fare bella figura. Così gli uomini sistemano la barba, tagliano i capelli e indossano la camicia più bella. Mentre le donne iniziano un’opera di restauro completo: entrano in bagno dopo pranzo per ricomparire appena prima di uscire (senza nemmeno un pelo), sfoggiando un look da red carpet .

Mi occupo di Risorse Umane da oltre 15 anni e posso garantirvi che se cercassimo lavoro con la metà dell’impegno, l’attenzione e l’organizzazione, che impieghiamo per fare le cose che amiamo, non sarebbero necessari i consigli che vi darò in quest’articolo.

Se state pensando che vi dica cosa indossare o come comportarvi il giorno del colloquio, siete fuori strada. Abbiamo una questione ben più importante da affrontare: arrivarci al colloquio.

Sono consapevole che trovare un buon lavoro – in questo periodo di grande incertezza – non sia esattamente una passeggiata; intanto però proviamo non renderlo una mission impossible!

Ecco i quattro errori più comuni da evitare, quando cerchiamo lavoro

1. Rispondere indiscriminatamente a qualsiasi inserzione, senza prestare attenzione ai requisiti richiesti

Ogni mansione richiede competenze ben precise, che spesso non sono specificate nei requisiti richiesti. Per farla semplice: si presuppone che un chirurgo sappia già cosa sia un bisturi e come utilizzarlo.

Se l’inserzione contiene parole che non conoscete: non cercate d’interpretarle. Per esempio, Project Manager, HR Manager e Social Media Manager – tre figure totalmente differenti tra loro – hanno in comune soltanto la parola “manager”, che significa gestore/responsabile/direttore. Il direttore di una piscina, difficilmente potrà andare a dirigere una banca. Perciò, prima d’inviare una candidatura, assicuratevi sempre di possedere tutti i requisiti richiesti; senza alcuna eccezione. Eviterete perdite di tempo, stress e brutte figure.

2. Inviare la propria candidatura in modalità errata o comunque in maniera difforme a quanto indicato nell’annuncio

Candidarsi ad un’offerta di lavoro con un semplice click? È indubbiamente il sogno di tanti – e in effetti esistono piattaforme che lo consentono. Puntualmente però, ci si trova alle prese con questionari da riempire, campi da compilare – spesso con le stesse informazioni già presenti nel CV (Curriculum Vitae) allegato – tutte le sante volte!

Oltre il 50% delle persone rinuncia a monte. Ma come si comporta la metà restante?

  • Qualcuno abbandona in corso d’opera;
  • qualcun altro allega il CV, senza completare i campi richiesti. Altri ancora invece fanno l’esatto contrario.
  • Poi ci sono i “furbetti”, che pensano di saltare la fila – contattando direttamente l’inserzionista – tramite canali, spesso dedicati ai clienti (chiamate, e-mail, form online).

Queste candidature, non vengono prese in minima considerazione. Finiscono dritte nel cestino.

Com’è possibile fare una buona impressione se non si è in grado di seguire semplici istruzioni? Anche in questo modo il destinatario dovrà decidere se considerarci incapaci o superficiali. In entrambi però, avremo fatto una magra figura.

3. Non tenere traccia delle candidature inviate

Fissando colloqui conoscitivi – non di rado – ho contattato, al telefono, persone così spaesate, da farmi credere di aver sbagliato numero o che addirittura, che le stessi importunando. Talvolta, ho dovuto ripetere l’intero annuncio al telefono, prima che il candidato riuscisse a fare mente locale. Ci sono stati casi in cui nemmeno questo è stato sufficiente.

Ma a cosa sono dovute queste “amnesie”? E soprattutto, come possiamo evitarle?

Tenere traccia delle candidature inviate è molto importante, soprattutto se si risponde a decine d’inserzioni.

Per un HR Manager (Responsabile delle Risorse Umane) o un datore di lavoro, è veramente sgradevole trovarsi in una delle situazioni che vi ho raccontato. La sensazione, in quel momento, è quella di aver selezionato – tra centinaia di candidature – la persona sbagliata. Il risultato? Provate ad immaginarlo!

4. Apparire poco disponibili e\o polemici

Come abbiamo appena visto, la selezione ha inizio sin dall’inoltro delle candidature. Personalmente, presto molta attenzione a questa fase. Non lascio nulla al caso: ogni singolo quesito, ogni passaggio concorrono ad una scrematura dei candidati. Dunque, essere disponibili a lavorare su turni, di notte, nei weekend, a trasferte, a fare turni extra, sono domande che servono a misurare il livello di disponibità della persona. In questi casi – devo dirlo con enorme dispiacere sono le donne ad essere maggiormente penalizzate: su di loro ricadono le maggiori incombenze legate alla gestione familiare. Ma di questo parleremo in maniera più approfondita, in un altro articolo.

In fase di colloquio, deve essere il responsabile della selezione a condurre il gioco, a fare le domande. Mai il candidato! Alcune persone, hanno il cattivissimo gusto di fare domande su domande e porre condizioni – specialmente inerenti a orari, turni e retribuzione – prima ancora di aver superato la selezione. Talvolta, sarebbe sufficiente un po’ di pazienza. Cosa avete da perdere, attendendo che sia il datore di lavoro ad affrontare questi argomenti?

Avete preso nota?

Annunci fake, decine di candidature senza risposta ed esperienze lavorative al limite della schiavitù, metterebbero a dura prova l’umore e la pazienza di chiunque. Me ne rendo conto. Tanto più, quando si hanno scadenze e responsabilità e la propria età è più vicina a quella di pensionamento che a quella di diploma. Ne sono perfettamente consapevole.

Il mondo del lavoro è in profonda trasformazione. Nel prossimo articolo vedremo più da vicino quali sono i lavori che ci attendono e quali le competenze da acquisire (o perfezionare).

La buona notizia, se siete arrivati fin qui, è che questi quattro “errorucci” – apparentemente insignificanti – eliminano a monte un buon 70% della concorrenza.

Dunque, su col morale. Non scoraggiatevi!

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Autore

  • Classe 1983, Fondatore e di Sharing Lab - Manager di un impianto Sportivo - Consulente e formatore B2B, Social Media, Digital Marketing e Risorse Umane

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