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Il Processo del Primo Maggio

Vorrei concentrarmi sulle parole di Fedez piuttosto che sulle sue intenzioni, invitando chiunque voglia commentarle a farlo nel merito dei contenuti, piuttosto che per discredito della fonte.

A 30 anni

Poi di anni non ne hai più venti, ma trenta: e cambia tutto.

Le farfalle nello stomaco sono quelle al pomodoro (cit.), il cuore ti va in gola quando vedi la rata del mutuo, sei un metro da terra perché a lavoro ti fanno incazzare e la testa ce l’hai tra le nuvole perché non sai più se vuoi affogare in un mare di spritz o se devi mantenere un contegno.

La scuola che vorrei…

Il bambino non è un contenitore vuoto ma un’opera d’arte; ha già dentro di sé tantissime potenzialità, capacità ed è compito dell’insegnante aiutarlo nella scoperta di codeste potenzialità, talenti, accompagnando il bambino nel suo percorso di crescita (curricolo verticale): è compito dell’insegnante creare delle condizioni favorevoli affinché possa esprimersi e coltivare le proprie potenzialità. È compito dell’insegnante scoprire la bellezza che il bambino ha dentro di sé.

Periferie: angoli silenziosi di donne inesistenti.

Grazie a questa ricerca, tante donne delle “periferie” hanno potuto avere voce, raccontando quali siano le loro esigenze, la loro vita, dando risalto alle loro potenzialità. Con l’attenta analisi della loro quotidianità, infatti, si è potuto comprendere quali risorse abbiano a disposizione e come poterle utilizzare per attivare qual cambiamento necessario per favorire la loro inclusione e delle loro famiglie e, quindi, rigenerare le periferie in cui vivono.

Il linguaggio macchina della postmodernità

Da bambini, ad un certo punto, abbiamo incominciato ad acuire la nostra capacità d’ascolto, assorbendo come spugne il mondo intorno a noi: immersi nei discorsi di genitori e altri familiari, abbiamo appreso di calcio, di politica, di società; lo abbiamo fatto con la semplicità e l’innocenza che hanno i fanciulli,…
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Le Donne e la loro continua voglia di libertà

E’ come se, secoli di lotte femministe, ci abbiano messo nella posizione di essere in debito con qualcuno o con qualcosa. Come se quella concessione data sia un modo per spingerci a comportarci bene, secondo determinati stereotipi.