La ricerca ossessiva della perfezione nella società tardo-contemporanea

La-ricerca-ossessiva-della-perfezione-nella-societa-tardo-contemporanea

Il mito dell’accesso a ogni risultato

Nella società contemporanea, siamo costantemente bombardati da un messaggio incoraggiante: possiamo ottenere tutto ciò che desideriamo, basta lavorare sodo e non smettere mai di cercare il successo. Tuttavia, dietro questa promessa di realizzazione personale, si cela una realtà più complessa.

Fino agli anni Settanta del secolo scorso, quando la divisione tra ricchi e poveri era più netta, ciascuna classe sociale viveva la propria dimensione in modo più sereno: non era solo una questione di accettazione, ma anche di un cammino più definito per l’ascensione sociale, principalmente attraverso lo studio. Nella società degli influencer e degli “amici di Maria” – prodotti digitalizzati del berlusconismo – possiamo notare un cambiamento di questa tensione: motivo per cui si parla di società fluida, come in tempi non sospetti l’aveva definita Zygmunt Bauman.

La postmodernità ci ha insegnato che non ci sono limiti a ciò che possiamo ottenere se solo ci impegniamo abbastanza. Ci è stato promesso che possiamo avere tutto: una carriera di successo, una casa da sogno, vacanze esotiche e una vita perfetta. Tuttavia, questa prospettiva idilliaca ignora le realtà economiche e sociali che influenzano le nostre vite.

La corsa frenetica verso la perfezione è diventata la norma. Siamo spinti a lavorare sempre di più, a sacrificare il riposo e il tempo libero, nell’illusione che il successo e la realizzazione personale siano direttamente proporzionali allo sforzo che mettiamo. Questo incessante cercare senza mai raggiungere porta ad un senso di frustrazione costante, lasciandoci sempre con la sensazione di non essere mai abbastanza.

La depressione giovanile e l’aspettativa dell’impossibile

La società ci esorta ad avere tutto: abbigliamento alla moda, oggetti di lusso, esperienze esclusive. Spesso ci troviamo a frequentare persone, ambienti e a fare cose che non possiamo permetterci veramente, accumulando debiti magari o trascurando la salute. Questo ci fa sentire inadeguati quando non possiamo soddisfare le aspettative che ci siamo imposti o che la società ci impone, attraverso le trappole che noi stessi abbiamo creato. L’insoddisfazione finanziaria diventa così una fonte di stress e ansia costanti.

Particolarmente tra i giovani, la depressione è diventata un problema diffuso. Nonostante abbiano accesso a modelli di riferimento che sembrano avere tutto nella vita, spesso si sentono intrappolati nella ricerca di una perfezione irraggiungibile. L’aspettativa di dover possedere cose incredibili, fare esperienza da sogno o avere corpi perfetti crea una pressione immensa, portando alla frustrazione e all’insoddisfazione.

È fondamentale sfidare il culto dell’iperconsumismo e del perfezionismo imposto dalla società moderna. Dobbiamo imparare a valutare le nostre ambizioni e desideri in modo realistico, considerando le nostre risorse e capacità individuali.

Riconquistare l’autenticità: abbracciare ciò che ci rende davvero felici

Un primo passo verso il ritrovamento dell’equilibrio è una sincera valutazione delle nostre priorità. Cosa ci rende davvero felici e soddisfatti? Cercare la felicità e la realizzazione personale non dovrebbe essere legato esclusivamente al possesso di beni materiali o al raggiungimento di standard estetici irrealistici. Dobbiamo imparare a concentrarci su ciò che è veramente importante per noi e adattare le nostre aspettative di conseguenza. Inoltre, è fondamentale riconoscere che il successo e la realizzazione personale non sono misurabili solo attraverso il filtro del denaro e del possesso. Dobbiamo rivalutare i nostri valori e cercare fonti di gratificazione e soddisfazione che vanno al di là dei beni materiali. Concentrarsi sulle relazioni interpersonali significative, sull’apprendimento e sulla crescita personale può portare a una maggiore felicità e benessere.

La società deve anche assumersi la responsabilità di promuovere modelli di riferimento più realistici e sani. I media e l’industria pubblicitaria hanno un ruolo fondamentale nella creazione di aspettative irrealistiche. Dobbiamo incoraggiare una rappresentazione più diversificata e autentica dei successi e dei modelli di vita, in modo che ogni individuo possa sentirsi rappresentato e accettato per ciò che è, senza sentirsi costantemente inadeguato.

Infine, è necessario porre maggiore attenzione all’importanza della salute mentale. La depressione giovanile e l’ansia sono problemi che non possono essere trascurati. La società deve fornire risorse adeguate e supporto alle persone che lottano con queste sfide, affinché possano affrontarle e superarle senza sentirsi giudicate o incomprese.

Solo attraverso un equilibrio tra ambizioni realistiche, benessere emotivo e gratificazione personale possiamo sperare di raggiungere una vita serena e soddisfacente.

Se l’articolo è stato di vostro gradimento, v’invito a lasciare un commento qui sotto: mi piacerebbe conoscere la vostra opinione. Potrete anche condividerlo attraverso i vostri canali social, utilizzando i pulsanti alla tua sinistra. Mantenetevi aggiornati sulle prossime pubblicazioni.

Iscrivetevi alla newsletter (cliccando qui).

 

Una risposta.

  1. Francesco ha detto:

    Ciao Marcello! Un bellissimo articolo, posso solo che confermare. Inoltre, aggiungo che instagram in questa spirale di irrequietezza ne fa da padrone. Vedo letteralmente persone che aprono l’app e cambiano stato d’animo.
    Un saluto!

Rispondi