Dai piccioni viaggiatori ai social network – Generazioni a confronto

bambini-smartphone-tablet-sharing-lab

Fino al 1793, anno in cui fu inventato il telegrafo, non era affatto scontato comunicare a distanza. Fino a quel momento, se escludiamo messaggeri, segnali di fumo e bottiglie in mare, uno dei mezzi di comunicazione più usato era il piccione viaggiatore: questi uccelli erano impiegati per la loro grande capacità di ritrovare la strada per tornare al nido. Insomma, in poco più di due secoli, abbiamo completamente stravolto il nostro modo di comunicare.

Per la Generazione Z (come vengono definiti i nati tra il 1995 e il 2010) l’utilizzo di smartphone, tablet, pagamenti elettronici, acquisti online e qualsiasi altro mezzo digitale non rappresentano una novità, un punto di forza o un vantaggio: ma semplicemente la normalità.

Qualcuno di voi ricorderà la bisnonna che parlava animatamente al telefono appena installato, senza alzare la cornetta o il vecchio zio che litigava con il nastro guida della Omnitel, credendo di parlare ad un operatore. Ridete ancora, eh?

Vi starete chiedendo: « È così che i nostri figli ci vedono, quando scopriamo una nuova applicazione e, felicissimi, corriamo a postarla sul gruppo whatsapp di famiglia? E sarà sempre per questo che puntualmente, ci fanno fare la figura dei babbei, regalandoci l’impulso irrefrenabile di scegliere se uscire dal gruppo o far fuori loro? » .

A rincuorarci arrivano i Baby Boomer (nati tra il 1945 e il 1960): tra foto di gattini che ci danno il buongiorno e la buonanotte, tutto passa in sordina. Intanto, la piccola di casa, a poco più di 12 mesi, afferra lo smartphone, lo sblocca, apre youtube, sceglie il contenuto e salta gli annunci pubblicitari per guardare il video, lasciando tutti senza parole: fate largo alla Generazione Alpha (dei nati dopo il 2011).

Dunque, cambiano i tempi, cambia il nostro modo di comunicare, di vedere il mondo e di fare le cose ma siamo davvero certi di poter essere amici dei nostri figli? Per quanto emancipato, socialmente evoluto, dialogante e tecnologico: nessuno è esente dal gap generazionale. Soprattutto quando si tratta di rapporto genitore-figlio.

Ogni generazione ha una propria idea di mondo, è stata influenzata da differenti modelli di riferimento, cresciuta in diverse cornici storico-economiche. È del tutto naturale che sorgano difficoltà comunicative.

Sarebbe poi così sbagliato affermare che mettere a confronto due generazioni non è poi così diverso dal mettere a confronto due differenti culture?

Vediamo come sono classificate le generazioni per anno di nascita e influenze storico-sociali:

Classificazionenati negli anniinfluenze storico-sociali negli annihanno vissuto…
Senior… – 1945… -1965 (20 anni)almeno una guerra mondiale e una ricostruzione
Baby Boomer1945-19601965-1980 (20 anni)il crollo del muro di Berlino, il boom economico e demografico, le prime rivoluzioni sociali e il femminismo
Generazione X1960-19801980-2000 (20 anni)gli anni di piombo, tangentopoli, l’avvento della globalizzazione e il consumismo, nascita del web e reality show in tv
Generazione Y (Millennials)1981-19951996-2010 (15 anni)Berlusconismo, attentato dell’11 settembre, l’euro, esplosione dei social network, streaming
Generazione Z1995-20102010-2020 (10 anni)crisi economica, rivoluzione digitale, emergenza climatica, sharing economy
Generazione ALPHA2011- …2016-… (6 anni)Industria 4.0, Covid-19, lotta per la sopravvivenza del pianeta e per economia sostenibile
Classificazione delle generazioni

È molto interessante osservare che, a partire dalla generazione X, il susseguirsi degli eventi e l’accelerazione dei processi hanno prodotto maggiori passaggi generazionali (4 in 30 anni).

Ciascuna di queste generazioni ha dei tratti distintivi specifici: profili oggetto di grande interesse nel campo delle scienze sociali, psicologiche e, naturalmente, della comunicazione (in particolare il marketing pubblicitario). Di questo però parleremo prossimamente.

Se l’articolo è stato di tuo gradimento, t’invito a lasciare un commento (o un like) qui sotto: mi piacerebbe sapere cosa ne pensi. Potrai anche condividerlo attraverso i tuoi canali social, utilizzando i pulsanti alla tua sinistra.

Mantieniti aggiornato sui prossimi articolo. Iscriviti alla newsletter (clicca qui).

Autore

 

Rispondi